Ferie in Francia e ruolo del datore di lavoro

In Francia, i dipendenti beneficiano di ferie retribuite obbligatorie, integrate a seconda dei casi da giorni di RTT o da un conto risparmio-tempo (CET). Questi dispositivi regolano il riposo, l’organizzazione del tempo di lavoro e la gestione dei diritti alle ferie.

Verificato l'11 maggio 2026

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In poche parole

  • Le ferie retribuite sono un diritto per tutti i dipendenti.
  • La loro organizzazione dipende dalla legge e dagli accordi collettivi applicabili nell’azienda.
  • Le RTT derivano da un’organizzazione del tempo di lavoro oltre le 35 ore.
  • Il conto risparmio-tempo (CET), quando esiste nell’azienda, permette di accumulare diritti a ferie o a retribuzione nel tempo.

Come funzionano le ferie retribuite in Francia?

Le ferie retribuite corrispondono a periodi di riposo durante i quali il dipendente non lavora pur continuando a essere retribuito.

Costituiscono un diritto fondamentale, applicabile a tutti i dipendenti indipendentemente dal contratto di lavoro, dall’anzianità o dalla durata del lavoro.

Come vengono calcolate le ferie retribuite?

Il dipendente acquisisce in linea di principio 2,5 giorni lavorabili di ferie per mese di lavoro effettivo, ovvero 30 giorni lavorabili (5 settimane) per un anno completo. L’azienda può scegliere un conteggio in giorni lavorabili o in giorni lavorativi, secondo le proprie regole interne. In assenza di convenzione o accordo collettivo, il periodo di riferimento è fissato dal 1º giugno al 31 maggio.

Giorno lavorabile e giorno lavorativo in Francia

Un giorno lavorabile corrisponde in linea di principio a tutti i giorni della settimana ad eccezione del giorno di riposo settimanale (generalmente la domenica) e dei giorni festivi abitualmente non lavorati (6 a settimana). Un giorno lavorativo è un giorno effettivamente lavorato nell’azienda (5 a settimana).

Cos’è il tempo di lavoro effettivo?

Il tempo di lavoro effettivo corrisponde ai periodi durante i quali il dipendente è a disposizione del datore di lavoro e si conforma alle sue direttive.

Alcune assenze sono equiparate a lavoro effettivo e danno diritto a ferie retribuite:

  • Le ferie retribuite già fruite.
  • I congedi di maternità, paternità e adozione.
  • I congedi per eventi familiari.
  • I giorni di riposo legati alle ore straordinarie o alle RTT.
  • Le assenze legate a un infortunio sul lavoro o a una malattia professionale.
  • Alcuni periodi di assenza per malattia non professionale (entro un limite stabilito).
  • I periodi dedicati al servizio nazionale, di attività nella riserva operativa.
  • I periodi di formazione.

Assenza per malattia

L’assenza per malattia di origine non professionale è equiparata a tempo di lavoro effettivo. Permette di acquisire ferie retribuite entro un limite di 2 giorni lavorabili al mese (ovvero 24 giorni lavorabili all’anno).

Come vengono fruite le ferie retribuite?

Le ferie possono essere fruite fin dall’assunzione, secondo le regole stabilite nell’azienda. Il dipendente deve rispettare alcune regole:

  • Un periodo minimo di 12 giorni lavorabili consecutivi deve essere fruito tra il 1º maggio e il 31 ottobre.
  • La durata massima di una ferie fruita in un’unica soluzione è in linea di principio di 24 giorni lavorabili.

Come vengono retribuite le ferie retribuite?

Durante le ferie, il dipendente percepisce un’indennità di ferie retribuite.

Questa indennità è calcolata secondo il metodo più vantaggioso:

  • Il mantenimento dello stipendio; oppure
  • La regola del decimo (10% della retribuzione lorda sul periodo di riferimento convenzionale o legale dal 1º giugno al 31 maggio).

Quali sono gli altri congedi previsti?

Oltre alle ferie retribuite, il dipendente può beneficiare di altri tipi di congedi legati alla sua situazione personale o professionale.

  • Congedi per nascita o adozione.
  • Congedo per matrimonio o PACS.
  • Congedo per decesso di un familiare.
  • Congedo per figlio malato.
  • Congedo per situazione di disabilità o malattia grave di un figlio.
  • Congedo non retribuito.
  • Congedo sabbatico.
  • Congedo per creazione o ripresa d’impresa.
  • Congedo per mandato politico.

Alcune disposizioni collettive possono inoltre prevedere congedi specifici per il trasloco. Per approfondire, consulta la pagina dedicata ai congedi del settore privato.

Come funzionano le RTT?

Le RTT (riduzione del tempo di lavoro) non sono congedi legali. Derivano da un’organizzazione del lavoro oltre le 35 ore settimanali.

Sono istituite da accordo collettivo, che definisce:

  • i dipendenti interessati;
  • le modalità di fruizione dei giorni di riposo; le condizioni di utilizzo o, se del caso, di riscatto di questi giorni.

Come funziona il Conto Risparmio-Tempo (CET)?

Il conto risparmio-tempo (CET) permette al dipendente, quando esiste nell’azienda, di accumulare diritti a congedo retribuito o a retribuzione differita.

Quali sono le regole relative alle ferie e RTT in caso di fine contratto?

Alla fine del contratto, il dipendente percepisce un’indennità compensativa corrispondente alle ferie retribuite non fruite. Questa regola si applica indipendentemente dal motivo di cessazione. L’indennità compensativa di ferie retribuite è dovuta a prescindere dall’origine della cessazione del contratto: il dipendente o il datore di lavoro.

Per le RTT tuttavia, nessuna indennizzazione è prevista dalla legge. Le regole dipendono dagli accordi collettivi applicabili.

Per il CET, il dipendente può in caso di partenza: