Mobilitare rapidamente competenze con il lavoro temporaneo

Il contratto di lavoro temporaneo consente a un’azienda di rispondere a un’esigenza puntuale assumendo un lavoratore interinale tramite un’agenzia di lavoro temporaneo. Questo sistema offre una soluzione rapida e regolamentata per rafforzare un team.

Verificato l'11 maggio 2026

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In poche parole

  • Il contratto di lavoro temporaneo consente di rispondere a un’esigenza puntuale tramite un’agenzia di lavoro temporaneo.
  • Il rapporto di lavoro interinale si basa su tre attori: l’agenzia di lavoro temporaneo, l’azienda utilizzatrice e il lavoratore interinale.
  • Il ricorso al lavoro interinale è limitato a determinate situazioni previste dalla legge.
  • La missione è regolata da due contratti: il contratto di somministrazione e il contratto di missione.
  • Un’indennità di fine missione viene versata al lavoratore al termine della missione.

Cos’è il lavoro temporaneo?

Alcune aziende sono specializzate nella somministrazione di lavoratori per rispondere alle esigenze puntuali di altre aziende.

Queste aziende, chiamate agenzie di lavoro temporaneo (ETT), assumono lavoratori che mettono a disposizione di aziende clienti per lo svolgimento di missioni temporanee.

Il ricorso al lavoro interinale non può avere come oggetto quello di coprire in modo duraturo un impiego legato all’attività normale e permanente dell’azienda utilizzatrice.

In quali casi ricorrere al lavoro interinale?

Il ricorso al lavoro temporaneo è strettamente regolamentato dalla legge. È autorizzato in particolare nelle seguenti situazioni:

  • La sostituzione di un dipendente assente.
  • La sostituzione di un dipendente temporaneamente passato a tempo parziale.
  • La sostituzione di un dipendente il cui contratto è sospeso.
  • L’attesa dell’arrivo di un dipendente assunto con contratto a tempo indeterminato.
  • L’aumento temporaneo dell’attività dell’azienda.
  • La realizzazione di lavori urgenti legati a misure di sicurezza.

Divieto di ricorso al lavoro interinale

È vietato ricorrere al lavoro interinale nelle seguenti situazioni:

  • Sostituzione di un dipendente in sciopero.
  • Alcuni lavori particolarmente pericolosi legalmente elencati.
  • Sostituzione di un medico del lavoro.

Quali menzioni devono figurare in un contratto di lavoro interinale?

La missione di lavoro interinale è regolata da due contratti distinti:

  • il contratto di somministrazione concluso tra l’agenzia di lavoro temporaneo e l’azienda utilizzatrice; e
  • il contratto di missione concluso tra l’agenzia di lavoro temporaneo e il lavoratore interinale:

Questi contratti devono obbligatoriamente essere redatti per iscritto e contenere diverse informazioni essenziali.

Come funziona il periodo di prova?

Il contratto di lavoro temporaneo può prevedere un periodo di prova. La durata di questo periodo dipende generalmente dalla durata della missione quando una disposizione collettiva applicabile non prevede regole specifiche.

In linea di principio:

  • 2 giorni per un contratto inferiore o uguale a 1 mese.
  • 3 giorni per un contratto compreso tra 1 e 2 mesi.
  • 5 giorni per un contratto superiore a 2 mesi.

Quale può essere la durata della missione?

La missione di lavoro interinale è conclusa per una durata limitata. Il contratto può prevedere:

  • Un termine preciso con una data di fine determinata.
  • Un termine impreciso quando la missione dipende da un evento, come il ritorno di un dipendente sostituito.

La durata massima di una missione varia a seconda del motivo del ricorso al lavoro interinale. Nella maggior parte dei casi, la durata totale della missione, inclusi i rinnovi, non può superare i 18 mesi.

Trovate maggiori informazioni sul contratto di lavoro temporaneo sul sito del Ministero del Lavoro e delle Solidarietà.

Si può rinnovare una missione di lavoro interinale?

Il contratto di missione può essere rinnovato a determinate condizioni.

In linea di principio:

  • La missione può essere rinnovata due volte.
  • La durata totale della missione non può superare la durata massima prevista dalla legge.

Le condizioni di rinnovo devono essere previste nel contratto iniziale o in un addendum firmato prima della fine della missione. Alcuni contratti collettivi possono adattare queste regole.

Quali sono le indennità di fine contratto?

Indennità di fine missione

Al termine di ogni missione, il lavoratore interinale percepisce un’indennità di fine missione chiamata premio di precarietà.

Questa indennità corrisponde generalmente ad almeno il 10% della retribuzione totale lorda versata durante la missione. Per simulare l’importo dell’indennità di precarietà, è possibile utilizzare il calcolatore del sito del Codice del lavoro digitale.

Non è dovuta in alcune situazioni, in particolare:

  • Quando il lavoratore è assunto con contratto a tempo indeterminato dall’azienda utilizzatrice.
  • Quando l’azienda fornisce al lavoratore un complemento di formazione professionale
  • Quando la missione termina anticipatamente su iniziativa del lavoratore.
  • In caso di colpa grave o di forza maggiore.
  • Nel caso di missioni stagionali.

 

Indennità compensativa per ferie non godute

Al termine di ogni missione, il lavoratore interinale beneficia anche di un’indennità compensativa per ferie non godute. Questa indennità è calcolata in base alla durata della missione.

Il suo importo non può essere inferiore al 10% della retribuzione lorda totale versata al lavoratore interinale.