Assumere temporaneamente con il CDD
Il contratto a tempo determinato (CDD) consente alle aziende di rispondere a un’esigenza temporanea di assunzione. Il suo utilizzo è rigorosamente disciplinato dalla legge al fine di garantire la sicurezza del rapporto di lavoro.
In poche parole
- Il CDD viene utilizzato esclusivamente per rispondere a un’esigenza temporanea.
- I motivi di ricorso al CDD sono definiti in modo tassativo dalla legge.
- Il contratto deve essere scritto e consegnato al dipendente entro 2 giorni lavorativi dall’assunzione.
- Il CDD può essere rinnovato due volte entro il limite generale di 18 mesi, salvo eccezioni.
- In caso di irregolarità, il contratto può essere riqualificato in contratto a tempo indeterminato.
Cos’è il CDD?
Il contratto a tempo determinato consente a un’azienda di assumere un dipendente per una missione precisa e limitata nel tempo.
Questo contratto risponde a un’esigenza specifica dell’azienda e non può avere come oggetto la copertura duratura di un posto di lavoro legato all’attività normale e permanente dell’azienda.
In mancanza del rispetto di queste regole, il giudice può pronunciare la riqualificazione del contratto in contratto a tempo indeterminato (CDI).
Quando ricorrere al CDD?
Dipendenti stranieri
Per i cittadini di uno Stato al di fuori dell’Unione europea, dello Spazio economico europeo o della Svizzera, l’esercizio di un’attività lavorativa dipendente in Francia richiede il possesso di un titolo di soggiorno che autorizzi il lavoro.
La legge prevede diverse situazioni in cui un’azienda può ricorrere al contratto a tempo determinato.
I principali motivi sono:
- La sostituzione temporanea di un dipendente assente.
- L’incremento temporaneo dell’attività dell’azienda.
- Gli impieghi stagionali in determinati settori.
- Gli impieghi per i quali è consuetudine non ricorrere al contratto a tempo indeterminato.
Il datore di lavoro deve essere in grado di giustificare oggettivamente il motivo del ricorso al CDD. Quando l’esigenza di assunzione è duratura, l’azienda deve ricorrere a un contratto a tempo indeterminato.
Il CDD può essere stipulato per sostituire un dipendente temporaneamente assente o il cui contratto di lavoro è sospeso. Può essere utilizzato in particolare per sostituire un dipendente:
- In congedo per malattia o in congedo di maternità o paternità.
- In congedo parentale.
- In congedo per creazione o acquisizione di un’impresa.
- Il cui contratto di lavoro è temporaneamente sospeso.
Il CDD può anche essere stipulato per sostituire un dipendente passato provvisoriamente a tempo parziale.
Altre situazioni possono giustificare l’assunzione di un dipendente con CDD:
- Sostituzione di un dipendente il cui contratto di lavoro è in attesa dell’entrata in servizio di un dipendente assunto con contratto a tempo indeterminato.
- Dopo la partenza definitiva di un dipendente, in attesa della soppressione effettiva del posto.
- Per sostituire temporaneamente il titolare dell’azienda o una persona che esercita un’attività libero-professionale.
Non può essere utilizzato per sostituire un dipendente in sciopero.
Un’azienda può ricorrere al CDD quando registra un aumento temporaneo della propria attività.
Questo incremento non deve rientrare nell’ambito dell’attività normale e permanente dell’azienda.
Il datore di lavoro deve poter dimostrare l’aumento temporaneo del carico di lavoro, il suo carattere temporaneo e l’impossibilità di assorbirlo con il personale permanente dell’azienda.
Questa situazione può derivare in particolare:
- Da un aumento temporaneo degli ordini.
- Da una variazione stagionale dell’attività.
- Da lavori urgenti che richiedono risorse aggiuntive.
Alcuni settori di attività possono ricorrere più ampiamente al CDD a causa della natura temporanea degli impieghi.
Si tratta in particolare:
- Degli impieghi stagionali nell’agricoltura o nel turismo.
- Dei settori in cui è abituale non ricorrere al contratto a tempo indeterminato, definiti dalla legge.
Per saperne di più, puoi consultare la pagina dedicata.
Il CDD a oggetto definito è riservato all’assunzione di ingegneri o quadri quando lo prevede un accordo di settore esteso o, in mancanza, un accordo aziendale.
La legge prevede anche forme specifiche di CDD in determinate situazioni particolari.
Tra questi contratti figurano in particolare:
- I contratti di inserimento professionale (per saperne di più, consulta la pagina dedicata).
- I contratti di apprendistato e di professionalizzazione.
- I contratti stipulati nell’ambito di una riconversione professionale.
- Alcuni contratti specifici di settori professionali (es.: sport).
- Il CDD senior, per incoraggiare l’assunzione di dipendenti senior nel settore agricolo.
- Il contratto di vendemmia.
Come formalizzare il rapporto contrattuale?
Il contratto a tempo determinato è soggetto a un formalismo preciso al fine di garantire la sicurezza del rapporto di lavoro.
Il CDD deve obbligatoriamente essere redatto per iscritto e consegnato al dipendente al più tardi entro i due giorni lavorativi successivi all’assunzione. Modelli di CDD possono essere consultati sul sito del Codice del lavoro digitale.
Il rispetto di queste regole consente di garantire la sicurezza del rapporto contrattuale e di evitare il rischio di riqualificazione in contratto a tempo indeterminato.
Il contratto di lavoro deve essere redatto in lingua francese.
Un dipendente straniero può richiedere una traduzione o una versione bilingue del contratto a titolo informativo.
Il contratto deve contenere diverse informazioni obbligatorie.
Deve in particolare precisare:
- Il motivo preciso del ricorso al CDD.
- La data di inizioe la data di fine del contratto.
- La clausola di rinnovo.
- La durata minima quando la data di fine non è fissata.
- La durata del periodo di prova.
- La descrizione del posto occupato.
- Il nome e la qualifica del dipendente sostituito, se necessario.
- La retribuzione.
- La convenzione collettiva applicabile.
- Il nome e l’indirizzo della cassa pensione complementare e, se necessario, quelli dell’organismo di previdenza.
Come rinnovare un CDD?
Un contratto a tempo determinato può essere rinnovato a determinate condizioni. In linea di principio:
- Il CDD può essere rinnovato due volte, entro un limite di durata che dipende dal motivo di ricorso.
- La durata totale del contratto generalmente non supera i 18 mesi.
Condizioni
Il rinnovo è possibile se:
- Una clausola di rinnovo è prevista nel contratto.
- Oppure un’appendice viene proposta al dipendente prima della fine del contratto.
Alcune convenzioni collettive possono prevedere regole specifiche riguardo alla durata massima o al numero di rinnovi.
Quali sono i casi di risoluzione di un CDD?
Il contratto a tempo determinato termina normalmente alla data prevista nel contratto o al completamento della missione. Una risoluzione anticipata è possibile solo in determinate situazioni previste dalla legge.
Per saperne di più, consulta la nostra pagina dedicata.
Indennità di fine contratto
Quando il CDD giunge al termine, il dipendente percepisce in linea di principio un’indennità di fine contratto chiamata indennità di precarietà. Questa indennità corrisponde generalmente al 10% della retribuzione lorda totale versata durante la durata del contratto. Può essere ridotta al 6% da una convenzione o accordo collettivo esteso.
L’indennità di precarietà non è dovuta in determinate situazioni, in particolare:
- Quando il dipendente viene assunto con contratto a tempo indeterminato al termine del contratto.
- Quando il dipendente rifiuta un contratto a tempo indeterminato proposto per un impiego equivalente.
- In caso di risoluzione anticipata su iniziativa del dipendente.
- In caso di colpa grave o forza maggiore.
- Nel caso di un CDD d’uso.
- Nel caso di alcuni contratti agevolati (Contratto unico di inserimento, Percorso impiego competenze (PEC), contratto di professionalizzazione…).
- Nel caso di un contratto in cui il datore di lavoro si è impegnato a garantire una formazione professionale complementare al dipendente.
- Nel caso di un contratto stipulato con un giovane durante le sue vacanze scolastiche o universitarie.
- Nel caso di un contratto stagionale.
Simula l'importo dell'indennità dopo il CDD
Il sito del Codice del lavoro digitale mette a disposizione dei datori di lavoro un simulatore che consente di calcolare l’importo dell’indennità di precarietà.
Cos’è il periodo di carenza in caso di successione di CDD?
Quando un CDD giunge al termine, la stipula di un nuovo CDD per lo stesso posto può essere soggetta al rispetto di un periodo di carenza. Questo periodo corrisponde a un intervallo minimo da rispettare tra due contratti successivi.
Il periodo si applica anche se il nuovo contratto viene stipulato con un altro dipendente, salvo disposizioni convenzionali contrarie.
Il periodo di carenza dipende generalmente dalla durata del contratto precedente. La durata del CDD è calcolata in giorni di calendario, e il periodo di carenza in giorni di apertura dell’azienda.
In linea generale:
- Quando la durata del CDD è inferiore a 14 giorni, il periodo di carenza corrisponde alla metà della durata del contratto.
- Quando la durata del CDD è pari o superiore a 14 giorni, il periodo di carenza corrisponde a un terzo della durata del contratto.
Alcune convenzioni collettive possono adattare queste regole.
Il periodo di carenza non si applica in determinate situazioni.
Non è richiesto in particolare per:
- La sostituzione di un dipendente assente.
- Gli impieghi stagionali.
- I lavori urgenti legati a misure di sicurezza.
- La sostituzione di un dirigente o di un libero professionista